La preghiera/canto/mantra di God B nella Trilogia di James Merrill
Sinossi
In una sezione introduttiva, il saggio passa in rassegna le oscillazioni nel rapporto di Merrill col sacro. Un contraddittorio desiderio di “pregare” va di pari passo con la sfiducia in verità metafisiche, assolute. Tuttavia, una sincera tensione nei confronti della dimensione spirituale emerge in vari passi della produzione lirica, dando vita a momenti di profonda introspezione. Nella trilogia merrilliana The Changing Light at Sandover il tema del trascendente “invade” il testo, inizialmente a poco a poco, insieme a un senso di dubbio e sconcerto da parte di JM e DJ, i protagonisti “vivi” della singolare rappresentazione. Dopo alcune inquietanti lezioni impartite dalle autorità dell’altro mondo, i due si arrendono a un panorama di infinite meraviglie, in cui amici morti, personaggi storici, un Dio B, Madre Natura, angeli, pipistrelli, unicorni e altre creature “alla Yeats” rivestono ruoli fondamentali, apparendo e scomparendo, chiedendo di essere ascoltati e “ubbiditi”. Lo scenario si fa sempre più drammatico, a mano a mano che le preghiere dal basso vengono sostituite da quelle dall’alto: gli abitanti di un paradiso in apparenza assurdo e incoerente insistono nell’inviare messaggi cruciali sotto forma di avvertimenti disperati, estreme “chiamate finali” che potrebbero salvare l’umanità dall’autodistruzione, permettendo al Dio B un’ultima possibilità di non fallire come Dio creatore di vita. In tale contesto, il canto del Dio B, nelle sue due versioni, si configura sia come preghiera, sia come mantra, in armonia con la visione finale di Merrill, in cui le varie eredità religiose dell’Occidente incontrano, ancora una volta, la tradizione induista e la sua fede nella rigenerazione universale.
Parole chiave: Sacro, Preghiera, Mantra, Merrill
In its introductory section, the essay surveys the ups and downs of Merrill’s relationship with the sacred. His ambivalent desire to “pray” goes side by side with a distrust in metaphysical, absolute “truths”. However, a sincere tension towards the spiritual dimension surfaces in various intriguing passages of his lyrical production, creating moments of deep introspection. In Merrill’s trilogy The Changing Light at Sandover the theme of transcendence enters the text, at first, gradually, accompanied by a sense of doubt and dismay on the part of JM and DJ, the living protagonists of the “pageant”. After some ominous lessons from the otherworldly “authorities”, the two finally surrender to a landscape of numberless “wonders”, in which dead friends, famous historical figures, God B, Mother Nature, angels, bats, unicorns and other Yeatsian creatures play a major part, appearing and disappearing in turn, asking to be heard and obeyed. The scenario becomes more and more dramatic, in so far as prayers from below are often replaced by prayers from above. The inhabitants of a seemingly absurd and inconsistent heaven keep sending crucial messages in form of desperate warnings, ultimate “last calls” which could save mankind from self destruction and allow God B his last chance not to fail as a “creator” of life. In this context, God B’s song, in its two versions, sounds, at the same time, as a prayer and a mantra, in keeping with Merrill’s final vision, in which the multiple religious heritages of the western world meet, once again, the Hindu tradition and its belief in universal regeneration.
Keywords: Sacred, Prayer, Mantra, Merrill
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